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“La cucitrice è la Memoria, ed è una cucitrice capricciosa la sua parte. La Memoria fa correr l’ago su e giù, a dritta e a manca, di qua e di là. Non sappiamo mai quel che viene, né quel che segue poi. Perciò il gesto più naturale del mondo, quale il mettersi a tavolino e attirare a sé il calamaio, può sconvolgere mille frammenti bizzarri e sconnessi”
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